Bugie fantastiche e dove trovarle: le scuse peggiori per ‘marinare’ il lavoro

Automobili rotte, parenti malati e mal di schiena invalidanti: sono tantissime le scuse che si possono inventare per non andare a lavorare, ma fate attenzione perché certe bugie possono costare care.


Ammettiamolo, capita a tutti (almeno una volta al mese) di pensare “oggi non vado al lavoro e rimango a letto tutto il giorno!”. Può succedere, soprattutto quando le ferie sono ormai un ricordo lontano, quando il carico si fa troppo pesante o quando l’ambiente di lavoro non è piacevole e si sente l’esigenza di staccare la spina. Ecco dunque che la tentazione di chiamare in ufficio e inventarsi una scusa si fa sempre più allettante, ma occhio a quello che dite perché la verità è una e una sola: ci sono scuse che reggono e altre no e queste ultime potrebbero costarvi care.

L’imprevisto può capitare a tutti, ma se continuate ad inventare bugie fantasiose ogni volta che non volete andare al lavoro, il vostro responsabile non impiegherà molto tempo a comprendere che siete degli inguaribili “pinocchi”.

Ecco la classifica delle 5 scuse più gettonate e meno credibili

 

1. Le “scuse mediche”: 

“Mi scoppia la testa, non riesco neanche ad alzarmi dal letto”

Mal di pancia, mal di testa, mal di schiena, visite mediche e chi più ne ha più ne metta! Le “scuse mediche” sono le più gettonate! Il loro punto forte è che, se non se ne abusa, potrebbero reggere, ma occhio a non esagerare (il datore di lavoro potrebbe mandarvi un controllo) e a non confondervi: togliere per sei volte un dente del giudizio è una cosa alquanto improbabile!

2. Gli “incidenti domestici”:

“Stamattina è successo un disastro! Si è staccato il tubo della lavatrice e ho l’appartamento allagato!”

L’appuntamento improrogabile con l’elettricista, un tubo che perde, la lavatrice che allaga la casa. Può capitare, ma ricordatevi di utilizzarle con criterio altrimenti rischierete di essere additati dai vostri colleghi come “porta sfortuna”!

3. I figli:

”Scusami tanto ma mia figlia/o ha 38 di febbre stamattina e non me la sento di lasciarla/o da sola/o”.

La scusa è inopponibile…se si ha figli, ovviamente! I lavoratori che hanno già abusato di tutte le categorie di scuse precedenti non faticano a chiamare in ballo la prole in situazioni come queste. Figli con la febbre o con il virus intestinale, figli che devono vaccinarsi, figli che non vogliono stare con la baby-sitter. Non fraintendeteci, i figli “so piezz è core” ed è importante occuparsi di loro, ma anche qui bisogna essere cauti: se affermate di dover accompagnare vostra figlia all’asilo e vi eravate fatti scappare che ha appena compiuto 15 anni, la possibilità che in ufficio vi credano è praticamente nulla.

4. I “poveri parenti”:

”Scusami, oggi non posso venire: stanotte hanno ricoverato mia/o.…” 

… madre … padre … o un parente caro ancora in vita. O peggio ancora, ci è capitato di assistere a finte morti appositamente messe in scena per costruire la bugia (quasi) perfetta. Questa scusa noi proprio non la sopportiamo… soprattutto le lo stesso parente ci lascia due volte di seguito! Lasciate stare le persone care!

5. Condizioni meteo immobilizzanti e automobili capricciose:

“Nevica troppo, la mia macchina non tiene la strada”

Sicuramente, mettersi alla guida quando le condizioni atmosferiche sono avverse, è sconsigliabile, siamo i primi a dirlo! Tuttavia, quando le strade sono agibili e la neve ha semplicemente spolverato i tetti delle case contribuendo a rendere l’atmosfera più natalizia, quella della macchina che slitta sull’asfalto non è una scusa credibile, soprattutto se tutti gli altri colleghi (magari anche quelli che arrivano da più lontano) sono comodamente seduti alle loro scrivanie.


Insomma, ci sono scuse e scuse!

Lo sappiamo, a volte è un vero martirio svegliarsi, strisciare fuori dal letto (soprattutto se fuori piove e fa freddo!) e prepararsi ad una lunga giornata lavorativa. In più magari ci si mette il capo rompiscatole o il collega insopportabile e tutto quello di cui avete bisogno è una bella scusa impacchettata ad hoc per non andare al lavoro … ma non esagerate!

Il nostro consiglio è quello di sforzarsi e fare sempre il vostro dovere: anche quando tutto sembra girare storto, stringete i denti e cercate di arrivare alle tanto agognate ferie (o al weekend) senza inventarvi bugie!

Se proprio non potete farne a meno e sentite l’esigenza di concedervi una giornata di pausa, potete fare due cose:

  • dite la verità: se provate a spiegare le motivazioni della vostra necessità, magari il vostro capo capirà!
  • provate a chiedere una sostituzione per quel giorno o quel turno di lavoro ad un collega promettendogli che se ne avrà necessità ricambierete il favore!

I social network che tradiscono

Inventarsi una scusa può essere facile e se siete fantasiosi il vostro datore di lavoro potrebbe anche cascarci, ma occhio ai social network!

Spessissimo infatti (è capitato anche a noi di scoprire una bugia in questo modo) dire di essere malati e poi postare una foto con tanto di hashtag #happyday con mare o montagna a fare da cornice potrebbe costarvi il posto di lavoro!


“In tempi di menzogna universale, dire la verità è un atto rivoluzionario.” George Orwell

Forza e coraggio!