1° Settembre: come sopravvivere al rientro in ufficio

Le vacanze sono passate anche per quest’anno e siamo di nuovo in ufficio, ma arranchiamo più di quando avevamo addosso la stanchezza di mesi di lavoro. Possibile? Sì, eccome: alcune ricerche hanno dimostrato che la maggioranza dei lavoratori si ricarica davvero quando è in ferie, ma che quasi subito, tornati in città, perdono i vantaggi del tanto agognato riposo estivo. 

La ripresa dopo un periodo in un cui il cervello è stato completamente a riposo, infatti, può essere causa di stress e ansia perché il desiderio di riprendere la routine di tutti i giorni è solitamente poca. 

 


La sindrome da rientro

Bastano poche ore alla scrivania per sentirsi sotto pressione come se non l’avessimo mai lasciata. 

Questo stress si manifesta anche dal punto di vista fisico: ci si sente stanchi, irritabili, compaiono disturbi del sonno e difficoltà di concentrazione. 

La società è molto cambiata e oggi il livello di stress a cui si è sottoposti durante l’anno è maggiore, i ritmi sono spesso frenetici e fatichiamo a ricaricarci davvero. Nelle ferie estive è più facile riuscirci, perché stacchiamo del tutto e cambiamo abitudini. Paradossalmente però si tratta di un’arma a doppio taglio perché la vacanza desincronizza i ritmi, per cui al rientro occorre ritrovare quelli giusti. 

 

Alternare lavoro e “fasi di recupero”

Secondo gli esperti, l’Ideale sarebbe trovare il tempo per fare tante piccole pause sul lavoro per allentare la tensione. 

Si chiama stress recovery routine: il concetto deriva dall’allenamento degli sportivi e parte dall’idea che per una buona resa è essenziale anche una sufficiente fase di recupero. L’obiettivo è lavorare per picchi, con fasi in cui si è al 100% concentrati su quel che stiamo facendo alternate a periodi brevi in cui ci si distacca completamente dal compito. L’alternanza dev’essere programmata e una delle tecniche più usate è quella di utilizzare un timer da puntare su 20/30 minuti quando iniziamo a lavorare, focalizzandoci al massimo sull’obiettivo. Quando suona il timer ci dobbiamo prendere 5 minuti di totale relax, poi si ricomincia il ciclo: così la produttività cresce.

 

Qualche trucco per sopravvivere al rientro

Come affrontare ufficio, capi, e colleghi e riprendere nella maniera più “soffice”? Servono una o due settimane per riprendersi dalla cosiddetta sindrome da rientro.

Ecco qualche trucco per sopravvivere e per ricaricarci più in fetta:

  • Uno dei modi per riprendersi più in fretta è quello di ristabilire i ritmi sonno-veglia: un buon sonno è indispensabile per ricaricare corpo e mente. 
  • Un altro consiglio è quello di evitare eccitanti come il caffè o farmaci per gestire lo stress, potrebbero peggiorare la situazione. Meglio dedicarsi all’esercizio fisico, che funge da ansiolitico naturale.
  • Una delle ragioni della “crisi” da rientro è anche la sensazione di essere sopraffatti da tante incombenze: per venirne a capo può essere utile fare una lista degli impegni di lavoro, personali e familiari, e poi organizzare una lista delle priorità
  • Un’altra soluzione per non farsi schiacciare dallo stress da rientro è optare per vacanze più brevi: le vacanze estive, più lunghe, sono critiche perché alterano molto le abitudini e il ritorno alla normalità può essere traumatico. Prendersi ferie brevi ma frequenti impatta di meno sull’equilibrio generale: sono più facili da gestire ma ci fanno staccare, ricaricandoci davvero. 
  • Riprendere i contatti con gli amici e passare del tempo in compagnia, magari programmando subito un fine settimana fuori città per riprendere la piena attività gradualmente e senza strappi.


“Sto pensando con terrore a tutti quelli a cui ho detto che ne avremmo parlato dopo ferragosto”

Fabio De Luigi

 

Buon inizio a tutti!